Protesi peniene

Protesi peniene soffici

Protsi peniene soffici

Le protesi peniene soffici, possono essere di ausilio nei pazienti affetti da disfunzione erettile o impotenza erigendi, tale protesi avendo un diametro molto piccolo (10 mm) e quindi buon risultato estetico, possono essere impiantate attraverso una singola dilatazione cavernosa con risparmio del tessuto erettile periferico, preservando in tal modo l’erezione residua complementare, erezione che, associata alla rigidità assiale dei cilindri protesici stessi, garantisce una buona penetrazione vaginale e risultati soddisfacenti dal punto di vista funzionale.

Nei pazienti affetti da Malattia di La Peyronie o Induratio Penis Plastica consentono un ottimo raddrizzamento con “allungamento” del lato malato, grazie all’ausilio di protesi soffici dotate di rigidità assiale, che garantiscono un costante allungamento penieno, tale da prevenire la possibile recidiva del recurvatum e l’accorciamento futuri legati alla progressione della malattia stessa.

Protesi peniene malleabili

Protesi peniene malleabiliLe protesi non-idrauliche, anche dette semirigide, comprendono le malleabili e le meccaniche (ormai poco utilizzate). Le protesi malleabili e meccaniche sono entrambe costituite da un corpo siliconico con al proprio interno una struttura di sostegno modellabile, il paziente può posizionare il pene in qualsiasi direzione mediante una semplice flessione dell’impianto protesico, simulando così l’erezione e la detumescenza. Questi dispositivi trovano il loro utilizzo ideale nella chirurgia dell’induratio penis plastica associata a disfunzione erettile con asportazione di placche, e nei pazienti con ridotta abilità manuale non in grado quindi di attivare gli impianti idraulici. Il modello malleabile è realizzato con un’anima di fili in acciaio o argento intrecciati o disposti a spirale, estremamente duttile. I vantaggi delle protesi malleabili sono, oltre alla facile gestione da parte del paziente, una bassissima percentuale di rottura, una buona capacità penetrativa e costi relativamente contenuti.

Gli svantaggi sono la non perfetta simulazione della detumescenza e la mancata sensazione soggettiva dell’erezione. Il modello meccanico ha invece all’interno del corpo siliconico una struttura longitudinale costituita da segmenti in polietilene mantenuti articolati tra loro da un cavo in acciaio con molla e rivestiti da politetrafluoroetilene . Le protesi semirigide si compongono di un paio di “bacchette” cilindriche malleabili che si impiantano all’interno dei due corpi cavernosi. La funzione di questi impianti è di fornire un sostegno centrale ai corpi cavernosi per mantenerne la rigidità durante l’erezione; il loro impiego è vantaggioso poiché simulano bene la rigidità naturale, non necessitano di attivazione, è praticamente impossibile la loro rottura ed hanno costi relativamente bassi associati a tempi operatori estremamente ridotti. Gli unici svantaggi sono rappresentati dalla mancata dissimulazione; il pene appare sempre della massima lunghezza ed anche in mancanza di erezione è semiorizzontale.

Protesi peniene idrauliche tricomponenti

Protesi peniene idraulichePer sopperire agli svantaggi delle protesi malleabili si preferisce impiantare le protesi idrauliche, di gran lunga le più usate. Questo tipo di protesi, conosciuto anche come pompetta peniena, si distinguono in bi e tricomponenti. Le prime sono composte da due cilindri gonfiabili che si inseriscono all’interno dei due corpi cavernosi e da un pompa–serbatoio sistemato nello scroto.

Le tricomponenti hanno in più un serbatoio più grande che si inserisce nell’addome, nello spazio pre-vescicale. Queste ultime sono da preferirsi poiché offrono il miglior risultato sia dal punto di vista estetico che funzionale, offrendo una perfetta dissimulazione sia a pene eretto che flaccido, anche in virtù del fatto che l’impianto avviene attraverso una piccola incisione scrotale o sovrapubica perfettamente mimetizzata. Nelle protesi idrauliche sia esse bi che tricomponenti, l’erezione meccanica avviene mediante la attivazione della pompetta idraulica peniena, posta nello scroto, che convoglia il liquido (soluzione fisiologica) dal serbatoio nei cilindri posti nei due corpi cavernosi che quindi si irrigidiscono e tali rimangono fino alla loro detumescenza attivata schiacciando una micro valvola posta sulla pompa stessa.

L’intervento chirurgico, tecnicamente non impegnativo, è condotto in anestesia spinale o generale, e necessita di una notte di degenza. Al mattino successivo verrà rimosso il catetere urinario ed eseguita la medicazione, alla quale seguirà la dimissione. Dopo tre giorni di riposo, sarà possibile riprendere le quotidiane attività, evitando di eseguire sforzi di qualunque entità per almeno tre settimane. Il dolore post-operatorio è contenuto, e comunque ridotto dall’aiuto di farmaci ad azione antiflogistica e antalgica. Le complicanze principali sono le infezioni di protesi, i guasti meccanici, la disuria, il malfunzionamento, l’aneiaculazione, i disturbi di sensibilita’, il dolore post-operatorio e la lussazione dei componenti.

Impianto o Posizionamento di Protesi Peniena con accesso infrapubico “minimamente” invasivoPosizionamento protsi peniena con accesso infrapubico

Descriviamo i passaggi fondamentali della tecnica di impianto minimamente invasivo di protesi peniena idraulica con accesso infrapubico secondo Paul E. Perito. La tecnica descritta prevede i seguenti passaggi operatori: induzione di erezione artificiale (per valutare eventuali recurvatum), incisione infrapubica di circa 3 cm, posizionamento di due punti di repere su ogni corpo cavernoso lateralmente al fascio vascolo-nervoso, corporotomia minima usando una lama da 12 curva, misurazione e dilatazione minima sia prossimale che distale con Furlow, creazione dello spazio per il reservoir posteriormente alla fascia trasversalis attraverso l’utilizzo di speculum nasale da 80 mm, posizionamento dei due cilindri protesici, successiva connessione con il reservoir e verifica funzionale e del risultato estetico ottenuto, creazione di tasca sottodartoica scrotale attraverso l’utilizzo di speculum nasale da 80 mm, trazione finale sull’estremità distale dei cilindri protesici per un corretto alloggiamento dell’impianto, chiusura delle due corporotomie, posizionamento di drenaggio nello scroto attraverso speculum nasale da 80 mm, chiusura della parete a strati, medicazione contenitiva semicompressiva.

Posizionamento protesi peniena con incisione sovrapubica

Assenza di complicanze nel decorso post-operatorio. I controlli a 6 e 12 mesi di distanza hanno evidenziato un corretto e soddisfacente funzionamento dall’impianto protesico. Tale procedura è stata progettata e sviluppata per ridurre il tempo operatorio e massimizzare il risultato sia estetico che funzionale. I vantaggi di tale tecnica sono rappresentati da piccola incisione sovrapubica di circa 3 cm con guarigione più rapida rispetto all’incisione dello scroto, ridotta incidenza di ematomi scrotali che generalmente aumentano il rischio di infezione, agevole accesso all’anello inguinale per posizionare il reservoir, assenza di tubi di raccordo palpabili ad eccezione di quello della pompa nello scroto, possibilità di effettuare contestuale sezione del legamento sospensore penieno ed allungare il pene in casi selezionati.

Impianto o Posizionamento di Protesi Peniena con accesso penoscrotale

Impianto o Posizionamento di Protesi Peniena con accesso penoscrotale

Le protesi idrauliche bicomponenti e tricomponenti possono essere invece posizionate tramite accesso penoscrotale con incisione lungo il rafe scrotale longitudinale o trasversale baso-peniena. Si espone la tunica albuginea, si eseguono due corporotomie a destra e sinistra con incisione dei corpi cavernosi per circa 2-3 cm. In una fase successiva si procede alla dilatazione dei corpi cavernosi con appositi dilatatori, distalmente verso il glande e prossimalmente verso le crura , per rendere possibile l’alloggiamento dei cilindri protesici. Si esegue misurazione con strumento specifico della lunghezza dello spazio cavernoso precedentemente dilatato. In base alla lunghezza del corpo cavernoso misurata, per ottenere un impianto di dimensioni perfette è possibile posizionare sul cilindro penile extenders per raggiungere la lunghezza necessaria ad un corretto dimensionamento. L’inserimento all’ interno dei corpi cavernosi avviene per le protesi idrauliche gonfiabili ci si avvale invece di un introduttore di Furlow ed ago di Keit che ne consente il trazionamento nella sede opportuna attraverso un filo provvisorio che attraversa il glande.

Una volta posizionati i cilindri si procede alla chiusura delle corporotomie precedentemente posizionate, si procede invece alla creazione di uno spazio

sottodartoico nello scroto, per il posizionamento della pompa (tricomponenti). Per l’impianto dei sistemi tricomponenti, è necessario alloggiare il serbatoio: si accede all’anello inguinale esterno attraverso l’incisione peno-scrotale dislocata in alto e, perforando la parete posteriore ossia la fascia Trasversalis del canale inguinale, creando in tal modo uno spazio in sede r prevescicale e vi si alloggia il serbatoio. L ‘intervento si conclude eseguendo le connessioni idrauliche dei vari componenti attivando la protesi per verificarne sia il corretto posizionamento che il funzionamento in erezione.

Posizionamento Reservoir

Posizionamento Reservoir protesi peniene

RESERVOIR CLASSICO

Il posizionamento del reservoir Classico, è nello spazio retropubico, cavo di Retzius, spazio ripieno di tessuto connettivo lasso tra la vescica ed il pube.

RESERVOIR ECTOPICO

Il posizionamento del resorvoir Ectopico, (intra addominale), è anteriore alla fascia trasversale e posteriore ai muscoli della parete addominale. Il posizionamento Ectopico è spesso necessario in pz. obesi o con lo spazio retro-peritoneale compromesso (ad es. dopo prostatectomia robotica).

Protesi peniena costo

Il costo delle protesi peniene dipende dalla tipologia e dall’azienda produttrice ed è variabile dai 3000 ai 12000 euro. Comunque per i pazienti affetti da patologia oncologica (tumore alla prostatatumore del pene o tumore del colon-retto) l’impianto protesico può avvenire a carico del Sistema Sanitario Nazionale.