Incurvamenti penieni congeniti – Corporoplastica a lembi sovrapposti

Il recurvatum “congenito” isolato è una condizione determinata dalla sproporzione nello sviluppo dei corpi cavernosi caratterizzata dall’apparente normalità del pene flaccido con evidenza della curvatura in fase erettiva, curvatura che può essere dorsale, ventrale o laterale ed è spesso associata all’ipospadia, all’epispadia ed alla torsione del pene stesso.
Da aggiungere anche che una curvatura congenita del pene può essere la conseguenza di un’anomalia nello sviluppo del dartos e della fascia di Buck, generalmente definita corda senza ipospadia, poichè uretra e meato uretrale esterno sono normali.

L’entità dell’incurvamento è assai variabile, viene notato dal ragazzo al momento della pubertà per la maggiore durata e maggior numero di erezioni che si verificano in questa età, e si può andare dalla semplice alterazione estetica fino ad arrivare all’impossibilità nella penetrazione con le relative problematiche di ordine psicologico che ne derivano.
E’ proprio il disagio nel paziente che lo induce a richiedere l’intervento chirurgico.

La corporoplastica di raddrizzamento “a lembi sovrapposti”

Tale tecnica chirurgica è da considerarsi metodica d’elezione in quanto, come descritto in letteratura, garantisce ottimi risultati in termini di raddrizzamento, con bassa percentuale di recidiva grazie alla migliore tenuta delle suture (proprio perché si sovrappongono due lembi di albuginea), con assenza di inestetismi e nodularità.
Dal momento che la tunica albuginea (membrana che avvolge i corpi cavernosi), non viene “asportata” (in modo irreversibile), ma solo “sovrapposta” (in modo reversibile), non si incorre nel rischio di asportare una quota eccessiva di albuginea stessa, che causerebbe un sensibile accorciamento penieno con risvolti psicologici negativi.
Può essere effettuata con o senza degloving penieno, in quest’ultimo caso non è richiesta alcuna circoncisione, procedura da alcuni pazienti non accettata ma che, secondo i dati pubblicati in letteratura su pazienti che la eseguono routinariamente per motivi religiosi e culturali, determina una più bassa incidenza di tumore del pene, soprattutto in presenza di scarse condizioni igieniche e di infezioni croniche recidivanti.

Metodica:

1. Incisione circolare sotto-balanica o baso-peniena e degloving penieno lungo un piano avascolare sottodartoico.
2. Individuazione dell’area di massima curvatura e dell’entità del tessuto da “sovrapporre” preoperatoriamente (differenza tra lato convesso e lato concavo) oppure intraoperatoriamente mediante erezione artificiale e successiva plicatura con pinza di Allis fino ad ottenere il completo raddrizzamento.

Corporoplastica lembi sovrapposti

3. Incisione trasversale dell’albuginea e “sovrapposizione” dei due lembi di albuginea mediante punti staccati ad U modificati che stabilizzano la sutura, e ne garantiscono una migliore tenuta idraulica.

Corporoplastica lembi sovrapposti

4. Verifica al termine dell’intervento, sempre mediante erezione idraulica, del completo raddrizzamento penieno.
5. Chiusura della fascia di Buck e fascia sottodardoica.
6. Posizionamento di un piccolo drenaggio in aspirazione.
7. Medicazione contenitiva semicompressiva.

Corporoplastica lembi sovrapposti prima e dopo

Confronto con le “altre” metodiche

1) Le tecniche tradizionali rappresentate dalla “tecnica di Nesbit e sue varianti” in genere prevedono “asportazione” di una o più ellissi (e quindi una o più incisioni) di albuginea sul lato convesso, a volte con queste metodiche si possono avere ipocorrezioni (se viene asportata una quota troppo piccola ed insufficiente di albuginea) o ipercorrezioni (se viene asportata una quota troppo grande di albuginea), in quest’ultimo caso l’eccessiva asportazione di allbuginea può causare un eccessivo accorciamento penieno con coito difficoltoso e gravi problemi psicologici secondari.

Confronto con altri metodi

2) Gli interventi di semplice “plicatura” senza asportazione di albuginea, hanno un alto tasso di recidiva dell’incurvamento se viene utilizzato un materiale di sutura riassorbibile, oppure, si possono creare fastidiosi noduli granulomatosi palpabili se viene utilizzato un materiale di sutura non riassorbibile.

Confronto con altri metodi 2