TITOLO: ALGIA COITALE E POST-COITALE DOPO VAGINOPLASTICA NEL PERCOSO DI AFFERMAZIONE DI GENERE, RUOLO DELLA FISIOTERAPIA: UN CASE REPORT.
Dott.ssa Moretti M**, Dott.ssa Colicchia S**, Prof. Vicini P*
* Universita’ Unicamillus Roma
**Ricercatore Indipendente Roma
INTRODUZIONE
Il percorso di affermazione di genere rappresenta un processo complesso e multidimensionale che coinvolge trasformazioni fisiche, psicologiche e sociali profonde. Le persone transgender affrontano numerose sfide, legate sia agli effetti sistemici della terapia ormonale che agli esiti degli interventi chirurgici di affermazione di genere. In questo contesto, la fisioterapia emerge come un supporto fondamentale, contribuendo non solo al recupero funzionale, ma anche alla promozione del benessere globale e dell’accettazione corporea.
L’obiettivo del presente articolo è esplorare l’importanza dell’approccio fisioterapico nei percorsi di riassegnazione chirurgica di genere, con particolare attenzione al ruolo della riabilitazione precoce successiva alla creazione di una neo-vagina mediante tecnica di flap peno-scrotale + scrotal skin graft. Questa procedura, destinata a soggetti AMAB (Assigned Male At Birth), prevede la ricostruzione vaginale utilizzando tessuti prelevati dal pene e dallo scroto, consentendo di ottenere una struttura anatomica funzionale ed esteticamente soddisfacente.
La Vaginoplastica rappresenta uno degli interventi più complessi nel panorama della chirurgia di affermazione di genere, e il successo a lungo termine dipende in larga parte dalla gestione accurata del post-operatorio. Tra le principali sfide emergono il mantenimento della pervietà e dell’elasticità della neo-vagina, la prevenzione di complicanze come la stenosi vaginale o le aderenze, e il supporto alla scoperta di una sessualità soddisfacente e priva di dolore
In questo scenario, l’intervento fisioterapico riveste un ruolo cruciale: attraverso protocolli specifici di dilatazione progressiva, tecniche di rilassamento del pavimento pelvico e counseling sessuale mirato, favorendo il corretto adattamento dei tessuti, migliorando la qualità della vita sessuale e riducendo l’incidenza di complicanze a lungo termine, come l’algia coitale e post-coitale. Quest’ultima, lamentata da una significativa percentuale di pazienti a un anno dall’intervento, può derivare da una serie di fattori interconnessi, tra cui l’ipertono muscolare del pavimento pelvico, la riduzione dell’elasticità e della profondità vaginale, la secchezza delle mucose e l’ipersensibilità locale.
Alla luce di queste considerazioni, diventa imprescindibile strutturare e implementare protocolli fisioterapici standardizzati e individualizzati, al fine di ottimizzare i risultati funzionali e garantire un supporto integrato e continuativo alle persone nel loro percorso di affermazione di genere.
