La corretta progettazione chirurgica della vaginoplastica MtF (Male-to-Female) richiede una valutazione attenta ed accurata di vari aspetti come ad esempio del tessuto disponibile (penieno e scrotale) per garantire una neovagina funzionale, idonea al coito e con una profondità adeguata.
Vanno però sottolineati alcuni aspetti importanti:
- la profondità di una vagina nella donna CIS è circa 7-8 cm
- le dimensioni medie peniene nell’ uomo di razza italiana sono circa 12,5 cm, non occorre pertanto per tale motivo una profondita’ eccessiva.
- estrema variabilità anatomica delle neocavita’ creata
- limiti anatomici oggettivi non modificabili in corso di intervento chirurgico
Una corretta progettazione mira a ottimizzare il risultato estetico e funzionale, riducendo le complicanze come la stenosi, la paziente pero’ indipendente dalla tecnica utilizzata può avere algia durante o post-coitale e difficoltà nel raggiungimento dell’ orgasmo.
La tecnica chirurgica maggiormente utilizzata è la tecnica peno-scrotale (Vaginoplastica Peno-scrotale) che rappresenta a tutt’ oggi il “gold standard” tra le tecniche
Prevede utilizzo di lembi peduncolati di cute del pene e dello scroto per rivestire la neovagina.
La vagina non ha lubrificazione, sono necessarie dilatazioni costanti o rapporti sessuali per evitare la perdità di profondità ed ampiezza.
Tecniche Correttive e Alternative (Tessuti aggiuntivi)
Se il tessuto peno-scrotale è insufficiente (ipoplasia) ossia paziente affetto da micropene, già operato di circonsione o già plurioperato di ipospadia, si ricorre a tecniche che garantiscono profondità e lubrificazione:
- Innesti Liberi di Cute libera (Skin Graft): Utilizzo di cute scrotale o di altre zone per aumentare la lunghezza del cilindro cutaneo vaginale, chiamato per l’ appunto scrotal skin graft
- Vaginoplastica Peno-Peritoneale (PPV): Utilizza il peritoneo (membrana addominale che avvolge le anse intestinali) per rivestire la parte profonda della neovagina ed aumentarne in tal modo la profondita’. Questa tecnica offre ottima profondità e lubrificazione, ideale nei casi di pene corto, o per revisione di una vaginoplastica primaria che ha perso profondità.
- Intervento Alternativo: Colon-Vagina (Sigmoido-vaginoplastica o Colon-vaginoplastica)
La colon-vaginoplastica prevede l’utilizzo di un segmento di colon sigmoideo (solitamente il sigmoideo) per la creazione della neovagina.
- Indicazioni: Riservata a casi in cui non è possibile utilizzare la pelle ( riservata per revisioni chirurgiche complesse ossia dopo vaginoplastica primaria .
- Vantaggi: Garantisce una maggiore profondità e presenta una lubrificazione naturale, imitando la consistenza e l’umidità della vagina biologica.
- Svantaggi: elevata mobidita’, secrezioni che possono avere cattivo odore, prolassi, infiammazioni mucosa o mucositi, ulcerazioni, sanguinamento
- Complessità: È un intervento più invasivo e complesso rispetto all’inversione peniene
Per tale ragioni è vero che bisogna sempre considerare le aspettative del paziente ma mai incoraggiare interventi più invasivi e piu pericolosi (nella fattispecie la colonvaginoplastica) oltretutto non esenti da complicanze gravi e meno gravi.
Fonte: Linee Guida EPATH e WAPATH

