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Vaginoplastica-Falloplastica-Percorso Affermazione di Genere

Divulgazione, News

Vaginoplastica-Falloplastica-Percorso Affermazione di Genere

Dalla rimozione del seno alla chirurgia genitale: come funziona e quanto costa il cambio di genere

Dall’iter psicologico e ormonale agli interventi chirurgici più complessi: la guida passo-passo dello specialista, prendendo spunto dalla recente esposizione sull’argomento da parte di Senza Cri, ex talento di Amici di Maria De Filippi

Paolo AruffoGiornalista
Il percorso di transizione e affermazione di genere è una materia complessa e profondamente delicata. Per questo è fondamentale dare voce a chi da diversi anni opera sul campo con alta professionalità e competenza clinica, come il dottor Patrizio Vicini, andrologo, urologo e chirurgo plastico a capo del Roma Gender Team (centro specializzato in chirurgia ricostruttiva genitale per la riassegnazione di genere).

La recente scelta di Senza Cri (ex talento di Amici, 26 anni) di mostrare i segni della mastectomia (rimozione del seno) ha riacceso l’attenzione pubblica su cosa comporti davvero questo lungo iter. Senza entrare nel merito clinico dell’ex cantante di Amici, il dottor Vicini ha spiegato a Today.it come funzionano esattamente questi percorsi, quali sono le tecniche impiegate, i tempi di recupero e i costi da sostenere.

Partiamo dall’inizio. Prima di arrivare in sala operatoria, qual è l’iter diagnostico e preparatorio che il paziente deve aver già completato?

“Prima di arrivare alla parte chirurgica c’è un percorso pregresso indispensabile. Innanzitutto la presa in carico psicologica, seguita dalla terapia ormonale sostitutiva sotto la guida dell’endocrinologo. Ottenuti i due pareri favorevoli, si avvia la fase legale per la rettificazione anagrafica. Soltanto dopo si passa al capitolo chirurgico”.

L’iter legale e medico è sempre stato strutturato in questo modo?

“Non esattamente. Storicamente la Legge 164/1982 veniva interpretata prevedendo la rettifica anagrafica solo dopo aver completato l’intervento demolitorio e ricostruttivo sui genitali, come la falloplastica o la vaginoplastica. A partire dal 2015 e ancora di più dal 2017, a seguito di alcun sentenze, la giurisprudenza è cambiata: oggi il percorso anagrafico può essere ultimato a prescindere dall’atto chirurgico genitale. Consideriamo che l’operazione resta spesso un obiettivo del paziente, ma non è più un obbligo”.

Negli ultimi anni ha notato un cambiamento nel profilo anagrafico dei pazienti che si rivolgono a lei per vaginoplastica e falloplastica nel percorso affermazione di genere?

“Sì, le diagnosi sono sempre più precoci, probabilmente perché il tema è meno tabù rispetto al passato. Dieci anni fa operavo prevalentemente persone dai 35 anni in su; oggi diversi pazienti arrivano da me appena compiuti i 18 anni. Parliamo di un bacino stimato in Italia di circa 400-500mila persone interessate dal tema, anche se non tutte scelgono la chirurgia. Tra chi si sottopone agli interventi prevalgono le donne trans (persone a cui è stato assegnato il sesso maschile alla nascita), con un rapporto di circa 4 a 1 rispetto agli uomini trans”.

Nel caso in cui a richiedere il percorso sia un minore, come ci si regola?

“Serve obbligatoriamente il consenso di entrambi i genitori. Per quanto riguarda la mia prassi clinica, preferisco sempre attendere la maggiore età del paziente e l’istanza del tribunale”.

Entriamo nei dettagli della sala operatoria, partendo dalla transizione da maschio a femmina (MTF) ossia vaginoplastica. Come si svolge?

“L’intervento di vaginoplastica può essere effettuato in un unico tempo chirurgico della durata di circa 5 ore. Comprende una fase demolitiva, in cui si asportano i corpi cavernosi del pene e si modella il glande per trasformarlo in clitoride, e una fase ricostruttiva per creare le piccole e le grandi labbra oltre al canale vaginale. La paziente resta ricoverata in clinica per 5 notti con catetere vescicale. Alle dimissioni il catetere viene mantenuto ancora per qualche giorno, per consentire la corretta stabilizzazione dei tessuti”.

Come si gestisce la delicata fase post-operatoria della vaginoplastica una volta tornati a casa?

“Ci si affida a fisioterapisti specializzati nella riabilitazione dell’area trattata. Un aspetto cruciale è il protocollo di dilatazione vaginale, fondamentale per mantenere la profondità e l’ampiezza della neo-vagina, che altrimenti rischiano di ridursi. Il follow-up costante è essenziale per il successo a lungo termine”.

Qual è il costo medio di un intervento di vaginoplastica in regime privato?

“Siamo intorno ai 20.000 euro”.

https://www.patriziovicini.it/divulgazione/vaginoplastica-quale-tecnica-scegliere/

Passiamo ora alla transizione da femmina a maschio (FTM) ossia falloplastica nel percorso affermazione di genere. La complessità chirurgica in questo caso è maggiore?

“Sì, inevitabilmente. Bisogna però fare subito una distinzione: c’è chi sceglie di sottoporsi soltanto alla top surgery, ovvero la mastectomia per l’asportazione del tessuto mammario e il riposizionamento maschile del capezzolo. È un intervento non estremamente complesso dal punto di vista medico, ma che richiede grande accuratezza estetica”.

E per chi decide di proseguire con la falloplastica vera e propria nel percorso affermazione di genere?

“In quel caso parliamo di una chirurgia pluristadio molto complessa. Come primo step si procede all’asportazione di utero e ovaie, preferibilmente in laparoscopia. Dopodiché si passa alla creazione del neo-fallo, alla riconfigurazione del glande e, in un secondo momento, all’inserimento delle protesi testicolari e peniene per consentire l’erezione”.

Dal punto di vista pratico, da quali zone del corpo vengono prelevati gli innesti cutanei per modellare il nuovo organo?

“I tessuti possono essere prelevati dall’avambraccio — preferibilmente quello non dominante — o dalla regione addominale. Il prelievo da avambraccio comporta un pene piccolo, con poco spessore. Personalmente prediligo la tecnica che impiega un lembo di tessuto cutaneo e sottocutaneo addominale associato ad addominoplastica, garantendo un risultato esteticamente più pieno”.

In generale quando si può tornare ad avere rapporti sessuali dopo la falloplastica nel percorso affermazione di genere?

“In assenza di complicanze, dopo 6 mesi dall’ultimo intervento”.

Quanti interventi chirurgici servono complessivamente per completare una falloplastica nel percorso affermazione di genere?

“Non si fa mai tutto in un’unica seduta. Si parla di un percorso a tappe che richiede almeno 3 o 4 interventi chirurgici distinti, distanziati di circa 5 mesi l’uno dall’altro”.

Quali sono i rischi e le complicazioni più frequenti di questo tipo di chirurgia?

“I rischi principali riguardano il mancato attecchimento dei tessuti o la formazione di cicatrici patologiche o antiestetiche. La fase in assoluto più critica riguarda la ricostruzione dell’uretra, che servirebbe a far urinare il paziente in posizione eretta. Tuttavia, la percentuale di complicanze è talmente alta che io stesso sconsiglio questa procedura. Il paziente continuerà dunque a urinare in totale sicurezza e senza rischi clinici, semplicemente da seduto”.

Qual è la spesa complessiva per un percorso di falloplastica completo nel percorso affermazione di genere?

“Dipende da quanti step il paziente sceglie di effettuare. La sola parte chirurgica iniziale parte da circa 20.000 euro, a cui si aggiungono altri 20.000 euro circa per la componente protesica. È un percorso complessivamente più costoso rispetto alla transizione MTF”.

https://www.patriziovicini.it/video/falloplastica-e-vaginoplastica-in-italia/

Il Servizio sanitario nazionale copre questi interventi?

“Sì, in Italia esistono centri pubblici e convenzionati di ottimo livello dove è possibile affrontare l’intero percorso chirurgico a carico del Ssn”.

Dalla rimozione del seno alla chirurgia genitale: come funziona e quanto costa il cambio di genere. Parla l’esperto: “Per i minori serve consenso di entrambi i genitori”
https://www.today.it/dossier/societa/operazione-cambio-sesso-come-funziona-costi.html
© Today

18 Agosto 2026/da Patrizio Vicini
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