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Patrizio Vicini
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Sei in: Patrizio Vicini / Divulgazione

Farmaci e disfunzione sessuale

Divulgazione

Farmaci e disfunzione sessuale

P.Vicini

 

I complessi meccanismi fisiologici che si configurano nell’epifenomeno erezione ,sono sotto il controllo di sostanze endogene di varia natura e possono subire modificazioni ad opera di sostanze introdotte dall’esterno a scopo terapeutico,nonché ad opera di fattori chimici ambientali inquinanti.

L’erezione comporta l’integrazione fra sistema nervoso centrale , periferico e sistema vascolare penieno; a tutti e tre i livelli sono presenti neuromediatori in grado di “trasferire il messaggio” determinando una specifica reazione.

Negli ultimi anni , il panorama dei farmaci per il deficit eruttivo si è arricchito di molecole innovative per il loro meccanismo d’azione. Alcuni di questi farmaci sono ormai entrati nella pratica clinica,così come, per la prima volta, sono disponibili farmaci orali efficaci per il trattamento di molti uomini affetti da DE.

L’utilizzo di farmaci per via intracavernosa ,endouretrale o per uso topico da inizio ad una erezione tramite un’azione diretta sulla muscolatura liscia del pene.I farmaci orali , tuttavia,possono indurre una risposta erettile attraverso numerosi meccanismi.Per esempio, un farmaco come l’apomorfina agisce all’interno del sistema nervoso centrale ,stimolando i centri cerebrali che danno inizio all’erezione.Il trazadone , che agisce anch’esso all’interno del sistema nervoso centrale ,probabilmente non stimola direttamente l’erezione, ma agisce facilitando la risposta nervosa ad uno stimolo erettile.Perifericamente , un agente come il sildenafil , anche se non da avvio ad un’erezione , facilita ed aumenta la risposta  della muscolatura liscia ad ogni stimolo sessuale.Sulla base di questi criteri  è stata proposta e adottata una classificazione  basata sulla sede e sul meccanismo d’azione di questi farmaci:

  1. attivatore centrale – un farmaco che agisce all’interno del sistema nervoso centrale per dare inizio ad un’erezione(apomorfina);
  2. modulatore centrale – un farmaco che agisce all’interno del sistema nervoso centrale per facilitare la risposta ad uno stimolo sessuale(trazodone)
  3. attivatore periferico – un farmaco che agisce all’interno dei corpi cavernosi penieni per dare inizio all’erezione(PGE1 intracavernosa)
  4. modulatore periferico – un farmaco che agisce perifericamente per facilitare la risposta ad uno stimolo sessuale(sildenafil)

A breve ,altri farmaci saranno disponibili per il trattamento orale della DE:  ci riferiamo al tadalafil ed al vardenafil , molecole che, pur avendo in comune il meccanismo d’azione con il sildenafil –infatti inibiscono la fosfodiesterasi 5(5PDE)a livello penieno- sono più selettive; ciò influenzerà il tempo di risposta e l’efficacia migliorandoli e diminuirà gli effetti collaterali negativi.

I medicamenti ad azione stimolante e quindi,appositamente studiati in tal senso, hanno avuto sempre grande diffusione e risonanza presso la classe medica e , attraverso i mezzi di comunicazione di massa, anche presso la popolazione di pazienti e non.Invece le classi di medicamenti che contrastano o comunque interagiscono negativamente sull’attività sessuale maschile(non solo come capacità erettiva determinando o una semplice riduzione della frequenza di rapporti sessuali o vari gradi di DE,ma anche diminuzione della libido,assenza di orgasmo , disturbi eiaculatori)sono per alcune categorie di farmaci poco conosciuti,forse meno studiati e di sicuro non sufficientemente evidenziati circa questo loro possibile collaterale ,che , talora,anche da parte del paziente non viene riferito o viene accettato come inevitabile a causa della propria patologia di base  o per altri fattori concomitanti(età , qualità della partner,disaffezione,impegni di lavoro).

Esiste poi una difficoltà effettiva nella raccolta dei dati poichè  la maggior parte dei questionari utilizzati  può far conoscere l’interesse ed il grado di soddisfazione sessuale(per esempio per i farmaci antidepressivi), ma non l’attività sessuale in se.

Quantificare l’incidenza nella disfunzione erettiva dei vari farmaci come posologia , durata della terapia,in rapporto all’età ed allo stadio della malattia non è per il momento possibile sulla base dei dati riscontrabili in letteratura.

Si può,però, affermare che la categoria dei farmaci che interagiscono con l’attività sessuale in modo significativo  è quella che richiede un’assunzione cronica e questo effetto”collaterale” riscontrabile in circa il 25%dei casi come DE è correlato a diversi altri fattori quali la patologia di base e la sua evoluzione,l’età(oltre i 75 anni l’incidenza è maggiore) ,l’assunzione di più farmaci,la condizione erettiva di base. A seconda poi della patologia e della categoria di farmaci può determinarsi una DE reversibile o non reversibile.

Al momento attuale il problema”farmaci e disfunzione sessuale”in senso lato è ancora in gran parte sul tappeto,frammentato ,incompleto,misconosciuto, non affrontato,ma solo affiorante e che trova in letteratura un primo tentativo di indagine o meglio ancora una proposta di sensibilizzazione non solo per chi è parte attiva nelle problematiche relative alla DE, ma anche per la medicina di base che nel caso specifico delle interferenze terapeutiche ha un ruolo di particolare importanza nella prevenzione della DE  con la modulazione farmacologica, con la segnalazione precoce allo specialista o agli specialisti che possono concorrere al trattamento ,e nel trattamento della DE stessa con risvolti che vanno dall’accettazione di talune terapie alla salvaguardia di danni psicologici e di disaggregazioni socio-familiari.

Le categorie individuate di farmaci che possono favorire  una DE sono numerose e riunibili per praticità,almeno in 11 categorie:

-Antiipertensivi

-Diuretici

-Cardiaci

-Ad attività antiandrogena

-Psicofarmaci

-Gastroenterologici

-Anticolinergici

-Ipolipemizzanti

-Miorilassanti

-Antiinfiammatori non steroidei

-Droghe(tabacco,alcool,cocaina,oppiacei, etc.)

Non dobbiamo dimenticare anche alcuni antibiotici.Le modalità fisiopatologiche che portano alla DE si articolano lungo alcuni percorsi riassumibili in

1) azione sul sistema endocrino

2) danni diretti sull’organo

3) danni vascolari

4) interferenza con neurotrasmettitori

5) azione sulla mediazione biochimica del fenomeno erettivo

Fino ad oggi tutti gli autori che si sono posti il problema , hanno riportato e riscontrato i valori più disparati  , con percentuali che oscillano dal 3-4%del fenofibrato(antidislipemico)al 25% degli antiipertensivi con oscillazioni, comunque,fra il 7% ed il 90% per gli inibitori della MAO, triciclici ed inibitori selettivi della ricaptazione  della serotonina e per i farmaci ad attività antiandrogena  con percentuali più elevate a seconda della formulazione ,della dose, della durata,nella risposta sintomatologia.

Ad ogni modo , in tutti i percorsi terapeutici, per avere una valutazione  vicina all’effettiva interazione con i farmaci assunti per la  terapia di base , bisogna poter riscontrare se la DE è insorta in corso di cura (intraterapeutica), se era precedente(preterapeutica)e in quale entità,se si è mantenuta tale o ha avuto una evoluzione in senso peggiorativo , non solo , ma se la DE preterapia era stata trattato oppure no,ovverosia se risultava misconosciuta e non diagnosticata in maniera circostanziata.

Comunque sia,nel caso di DE intraterapeutica,sia nel caso di DE preterapeutica una precisazione diagnostica della casua effettiva e delle cause aggravanti può portare ad una terapia “concordata” per attenuare l’handicap sull’attività sessuale ed inevitabilmente stimolare e rigenerare la capacità erettiva residua.

Quanto ,poi, una disfunzione sessuale femminile(F.S.D.) slatentizzi,anticipi,accentui una DE da farmaci (anche occulta)

È materia ancora ignorata , ma di grande interesse per l’andrologo che deve saper individuare ,valutare correggere-ove possibile-nell’opera di convergenza terapeutica , le polarità disfunzionali maschile e femminile.Ma questo è un capitolo appena agli inizi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

15 Agosto 2023/da Patrizio Vicini

Utilizzo protesi peniena idraulica AMS CX

Divulgazione

UTILIZZO PROTESI PENIENA IDRAULICA AMS CX CON MOMENTARY SQUEEZE IN UN PAZIENTE AFFETTO DA MALATTIA DI LA PEYRONIE DOPO ESPIANTO DI DUE PREGRESSI IMPIANTI PROTESICI

 P.Vicini *,

 

 

INTRODUZIONE

Lo scopo del lavoro è presentare l’utilizzo della protesi peniena idraulica AMS CX con Momentary Squeeze in un caso complesso dopo espianto di due pregressi impianti.

MATERIALI E METODI

Un  primo pregresso impianto per via infrapubica di protesi peniena idraulica tricomponente per Induratio Penis Plastica con incurvamento penieno dorsale di 70 gradi e disfunzione vasculogenica , dopo sei mesi successivo espianto protesi tricomponte con incisione legamento pubo-penieno e reimpianto protesi soffici per via infrapubica con corporoplastica di raddrizzamento sec. Yachia per incurvamento dorsale di 70 gradi ed insoddisfazione sessuale all’attivazione delle protesi idraulica con orchialgia destra.

Il paziente giunge alla nostra osservazione dopo un anno dal secondo intervento  per presenza di recurvatum penieno dorsale di circa 70 gradi,asimmetria dei cilindri protesici e destrotazione peniena lungo l’asse penieno,non completa rigidità peniena,con glande curvo verso il basso in fase erettiva.

L’accesso chirurgico da noi effettuato è stato molteplice: mediante incisione subcoronale e degloving penieno, si effettua apertura longitudinale parauretrale bilaterale della fascia di Buck ed isolamento notevolmente difficoltoso ma ”completo” del fascio vascolo-nervoso per fino ad ottenere un buon raddrizzamento penieno, mediante incisione peno-scrotale trasversale si effettua corporotomia bilaterale con “minima” dilatazione dei corpi cavernosi; espianto bilaterale protesi peniena soffice; impianto bilaterale di due cilindri espansibili protesici; fissaggio del tip crurale dei cilindri protesici a livello del corpo cavernoso bilateralmente, posizionamento del serbatoio a livello dello spazio paravescicale e della pompa a livello dello scroto; si effettuano successivamente plicature sec. Yachia subglandulari fino ad ottenere il completo raddrizzamento del glande; medicazione contenitiva semi-compressiva con protesi gonfia al 70%.

CONCLUSIONI

L’impianto della protesi peniena idraulica tricomponente associata ad un “completo” isolamento del fascio vascolo-nervoso, con due minime corporoplastiche di raddrizzamento ventrali subglandulari sec. Yachia,ha permesso un’ ottima rigidità peniena ed un perfetto  raddrizzamento penieno; il fissaggio dei due tip crurali all’albuginea dei due corpi cavernosi ha consentito un perfetto allineamento dei cilindri  lungo l’asse longitudinale penieno ed una simmetrizzazione protesica.

24 Giugno 2023/da Patrizio Vicini

PROTESI PENIENA IDRAULICA PER VIA INFRAPUBICA MINI-INVASIVA

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PROTESI PENIENA IDRAULICA PER VIA INFRAPUBICA  MINI-INVASIVA SEC. PAUL E. PERITO

La tecnica descritta prevede i seguenti passaggi operatori: induzione di erezione artificiale (per valutare eventuali recurvatum), incisione infrapubica di circa 3 cm, posizionamento di due punti di repere su ogni corpo cavernoso lateralmente al fascio vascolo-nervoso, corporotomia minima usando una lama da 12 curva, misurazione e dilatazione minima sia prossimale che distale con Furlow, creazione dello spazio per il reservoir posteriormente alla fascia trasversalis attraverso l’utilizzo di speculum nasale da 80 mm, posizionamento dei due cilindri protesici, successiva connessione con il reservoir e verifica funzionale e del risultato estetico ottenuto, creazione di tasca sottodartoica scrotale attraverso l’utilizzo di speculum nasale da 80 mm, trazione finale sull’estremità distale dei cilindri protesici per un corretto alloggiamento  dell’ impianto, chiusura delle due  corporotomie, posizionamento di drenaggio nello scroto attraverso speculum nasale da 80 mm, chiusura della parete a strati, medicazione contenitiva semicompressiva.

23 Maggio 2023/da Patrizio Vicini

Cosa è l’Andrologia?

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Cosa è  l’ Andrologia?

Intervista al Dott. Prof. Patrizio Vicini (Urologo Andrologo Roma Docente Universitario Urologia Unicamillus Roma)

Luciano Onder Tg5 Salute Mediaset

 

28 Aprile 2023/da Patrizio Vicini

Chi è l’Andrologo?

Divulgazione
Chi è l'andrologo

Chi è l’ Andrologo?

Intervista al Dott. Prof. Patrizio Vicini (Urologo Andrologo Roma Docente Universitario Urologia Unicamillus Roma)

Luciano Onder Tg5 Salute Mediaset

 

28 Aprile 2023/da Patrizio Vicini

Litotrissia pene-Onde d’Urto Pene

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Litotrissia peniena Onde d' urto pene

LITOTRISSIA PENIENA A BASSA INTENSITA’  (LOW INTENSITY EXTRACORPOREAL SHOCKWAVE THERAPY) PER IL TRATTAMENTO DEL DEFICIT ERETTILE: ESPERIENZA PERSONALE

P.Vicini.

www.patriziovicini.it

 

Abstract

Introduzione

Le attuali terapie per il deficit erettivo prevedono l’ uso dei PDE-5 inibitori e l’eventuale utilizzo di farmaci vasoattivi iniettati per via intracavernosa fino ad arrivare all’ impianto di protesi peniena nei casi non responder, la terapia farmacologica ha dei limiti legati alla necessità di assunzione ad ogni rapporto  ed durata d’azione limitata nel tempo.

Tali limiti potrebbero essere superati dalla dalla terapia con onde d’urto a bassa intensità che  è recentemente emersa come una terapia innovativa per il trattamento del deficit erettile migliorando il flusso di sangue penieno ed inducendo una neoangiogenesi vascolare.

Riportiamo di seguito la nostra esperienza personale.

 

Materiali e Metodi

Tra Marzo 2016 ed Giugno 2022, 274 pazienti sono stati sottoposti a tale procedura.

Il protocollo consisteva in 6 sedute ad intervalli  di 2  settimane, in ciascuna sessione venivano erogati di 3000 colpi applicati  lungo tutto il pene ed a livello crurale bilateralmente (energia 3-4 mJ/mm3).

Tutti i pazienti avevano un deficit erettivo  di tipo organico di grado lieve-moderato.

I test preoperatori includevano un esame obiettivo,  un ecocolordoppler penieno dinamico, il questionario IIEF-15.

E’ stato eseguito un follow up postoperatorio a 12 settimane, 12 mesi e 24 mesi che includeva gli stessi test preoperatori.

La percentuale di soddisfazione è stata valutata l’ International Erectile Dysfunction Inventory of the Treatment Satisfaction (EDITS).

L’analisi statistica è stata effettuata tramite  Student’s t-test.

Risultati

Dopo sei mesi di terapia si è avuta una soddisfacente risposta clinica nel 95% dei pazienti.

La funzione erettile è stata analizzata nei due gruppi,  Student’s t-test ha mostrato un significativo miglioramento nella funzione erettile,   l’ International Index of Erectile Function -15 scores preoperatoria era 17,43 ± 4,67 , mentre post-operatorio  22,57 ± 4,83 ( p = 0.001).

Sono rimasti immodificati in entrambi i gruppi la PSV, la EDV e l’RI.

Il trattamento non ha mostrato effetti collaterali di rilievo.

Conclusioni

La litotrissia a bassa intensità con onde d’urto  si è dimostrata una valida terapia per un ottimo recupero del deficit erettivo con miglioramento del grado di soddisfazione sessuale, ulteriori studi sono necessari per la standardizzare  della metodica e renderla riproducibile in studi multicentrici.

26 Aprile 2023/da Patrizio Vicini

Masterclass Andrologica e Chirurgia Andrologica e Genitale Roma- III Incontro

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Masterclass Andrologia e Chirurgia Andrologica e Genitale
18-03-2023
“Tecondo Incontro” Masterclass Chirurgia Genitale Roma presso la Clinica Parioli https://www.clinicaparioli.it/ con patrocinio SIA – Società Italiana Andrologia e #SICGEM (Società Italiana Chirurgia Genitale Maschile)
Interventi eseguiti dal Dott. Prof Patrizio Vicini e Dott. Piero Letizia con partecipazione attiva dei discenti all’ attività chirurgica (Dott. Angelo Armenio, Dott.ssa Chiara Polito; Dott. Nicola Spiezia, Dott. Vincenzo Viscusi):
– Sex Confirmig Surgery – Vaginoplastica MtoF – Disforia di Genere
– Falloplastica sec. Pryor e glanssculpting sec. Norfolk in paziente FtoM – Disforia di Genere.
Il Dott. Prof. #PatrizioVicini è specialista in #Urologia ed #Andrologia, si interessa di Chirurgia Miniinvasiva Ricostruttiva Uro-Andrologica ed in particolare di #Protesipeniene.
INFO ⤵
🌐 Sito web: www.patriziovicini.it
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21 Marzo 2023/da Patrizio Vicini

Masterclass Chirurgia Andrologica e Genitale Roma – Primo Incontro

Divulgazione
Masterclass Chirurgia Andrologica e Genitale
21-01-2023
“Primo Incontro” Masterclass Chirurgia Genitale Roma presso la Clinica Parioli https://www.clinicaparioli.it/ con patrocinio SIA – Società Italiana Andrologia e #SICGEM (Società Italiana Chirurgia Genitale Maschile)
Un ringraziamento ai relatori Paolo Di Palma e Marco Bitelli Esponenti della SIA – Società Italiana Andrologia.
Interventi eseguiti dal Dott. Prof Patrizio Vicini e Dott. Piero Letizia con partecipazione attiva dei discenti all’ attività chirurgica (Dott. Angelo Armenio, Dott.ssa Chiara Polito; Dott. Nicola Spiezia, Dott. Vincenzo Viscusi):
– Posizionamento protesi peniena idraulica tricomponente per via infrapubica mininvasivo in paziente affetto da deficit erettivo post Prostatectomia Radicale per Tumore Prostata
– Falloplastica di allungamento ed ampliamento penieno in paziente affetto da Micropene e Dismorfofobia peniena con liposuzione sovrapubica e lipofilling penieno
– Varicocelectomia sinistra microchirurgica e scleroembolizzazione sec. Tauber in paziente affetto da Infertilità Maschile secondaria a varicocele sinistro
Il Dott. Prof. #PatrizioVicini è specialista in #Urologia ed #Andrologia, si interessa di Chirurgia Miniinvasiva Ricostruttiva Uro-Andrologica ed in particolare di #Protesipeniene.
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29 Gennaio 2023/da Patrizio Vicini

Masterclass Chirurgia Andrologica e Genitale

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Masterclass Chirurgia Andrologica

Roma 2023

 

Masterclass Andrologia

 

Masterclass Chirurgia Andrologica

 

Masterclass Chirurgia Genitale Maschile e Femminile

 

Prof. Patrizio Vicini  Coordinatore e Responsabile Scientifico

Per info email: info@patriziovicini.it

 

Obiettivi formativi del Corso

Corso di Perfezionamento in Andrologia Chirurgia Andrologica e Genitale Maschile e Femminile.

Acquisizione multidisciplinare sia dell’approccio clinico-diagnostico che chirurgico con tecniche moderne innovative e mininvasive delle  patologie del pene e dei testicoli (funzionali, infiammatorie, malformative ed oncologiche) attraverso interventi di tipo correttivo ricostruttivo e di implantologia protesica peniena per disfunzione erettile e malattia di La Peyronie o Induratio Penis Plastica.

Trattamento diagnostico e chirurgico dell’ infertilità maschile, patologie neoplastiche, di tutta la patologia uretrale (stenosi uretrale), delle malformazioni genitali e problematiche estetico-funzionali genitali maschili e femminile e della disforia di genere con interventi di riattribuzione chirurgica del sesso.

I corsisti parteciperanno attivamente agli interventi operatori per uno sviluppo professionale ad ampio raggio ed acquisizione di tecniche chirurgiche d’avanguardia, improntate ai massimi standard qualitativi.

 

Attività didattica

 Il percorso formativo si svolgerà nel corso del 2023 con lezioni teoriche ed interventi chirurgici in sei incontri della durata di due giorni nell’arco dell anno .

Le date saranno comunicate dopo averle concordate con gli iscritti.

Per motivi didattici, in sala operatoria, il numero dei partecipanti al corso, non potrà essere superiore a 4 iscritti.

Le sedi relative all’attività operatoria ed alle lezioni teoriche saranno comunicate nel corso del Masterclass in Chirurgia Genitale

 

Contenuti

Disfunzione erettile, eiaculazione precoce

Incurvamenti penieni congeniti

Infertilità maschile

Implantologia protesica peniena

Malattia di La Peyronie:

Chirurgia estetico-funzionale dell’apparato

genitale maschile

Chirurgia uretrale

Incontinenza urinaria maschile

Chirurgia estetico-funzionale dell’apparato

genitale femminile

Incontinenza urinaria femminile

Lichen scleroatrofico: terapia medica e chirurgica

Problematiche nell’identità di genere:

Terapie chirurgiche

Oncologia uro-andrologica e riabilitazione

sessuale dopo chirurgia radicale pelvica

Problematiche psico-sessuologiche

Approcci endocrinologici

11 Novembre 2022/da Patrizio Vicini

Fimosi e Circoncisione

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Fimosi e Circoncisione

La pelle che ricopre e protegge il glande viene detta prepuzio.

La fimosi è un restringimento del prepuzio impedendo il corretto scorrimento di questo sul glande. https://www.patriziovicini.it/patologie-andrologiche/fimosi-e-frenulo-breve/

Può essere congenita se si manifesta sin dalla nascita o nei primi anni di vita, ed è dovuta ad una sovrabbondanza della cute prepuziale.

È acquisita quando si manifesta in età adulta generalmente in seguito a infezioni “fungine” (candidosi) o “batteriche” del prepuzio o del glande. Oppure in seguito a lichen sclero-atrofico: malattia dermatologica di tipo infiammatorio cronico/progressivo non contagiosa.

Sono descritti tre gradi di fimosi:

  1. Fimosi lieve: permette di esporre tutto il glande. Il restringimento è a livello del corpo del pene e la manovra di scopertura non è agevole, si può avvertire dolore o fastidio;
  2. Fimosi moderata: permette un’esposizione parziale del meato uretrale, l’apertura esterna dell’uretra. L’igiene intima risulta impegnativa;
  3. Fimosi grave: è impossibile esporre il meato. Non è quindi possibile praticare un’adeguata igiene e questo porta sia a infezioni locali sia a infezioni delle vie urinarie.

In età pediatrica il prepuzio può non scorre a sufficienza per scoprire il glande.
Il restringimento del prepuzio è quindi da considerarsi normale nei primi anni di vita.

Infatti nel neonato e fino all’età di tre anni, si parla di fimosi fisiologica. Il prepuzio è aderente al glande, ma permette comunque al bambino di fare pipì normalmente. In questo caso, il disturbo tende a scomparire spontaneamente intorno ai 3-4 anni.

Dunque, la fimosi fisiologica non è una fonte di preoccupazione. Anzi, è considerata un’utile difesa che protegge il pene del bambino dal pericolo di infezioni. In caso di fimosi propriamente detta, invece, il prepuzio è invece talmente stretto da non poter essere tirato indietro per scoprire il glande e, in alcuni casi, il restringimento è tale da impedire di fare pipì.

Prima dei quattro anni, intervenire per eliminare l’aderenza sarebbe un errore. Infatti, spesso, prima di quest’età, la fimosi nel neonato si risolve da sola. Nel frattempo, per evitare complicazioni, basta seguire alcune regole di  igiene intima del bambino. Innanzitutto, per pulire il prepuzio e il glande, bisogna tirare la pelle del prepuzio fin dove è possibile, senza forzare. Cercare di scoprire il glande, tirando all’indietro il prepuzio, è inutile e può causare piccole lacerazioni locali. Queste piccole ferite, poi, possono creare un terreno favorevole per lo sviluppo di infezioni.

Quando la fimosi persiste dopo i 5-6 anni è necessario eliminare le aderenze se il restringimento ostacola l’emissione di pipì e se si rivela problematico mantenere pulita la parte. Nella maggior parte dei casi lo scollamento delle aderenze viene eseguito manualmente dal medico. Solo di rado, in caso di vera fimosi, quando cioè l’orifizio del prepuzio è più piccolo della norma, si deve ricorrere all’intervento chirurgico. Si tratta comunque di un’operazione molto semplice, seguita da una breve degenza.

L’urologo valuterà se avvalersi per il trattamento della fimosi  di una terapia conservativa, utilizzando creme al cortisone da applicare localmente per far «ammorbidire» e sviluppare la pelle del prepuzio più rapidamente,  Oppure sempre in caso di fimosi se eseguire l’intervento chirurgico, nel caso in cui la fimosi non risponda alla terapia cortisonica o sia secondaria a infiammazioni, infezioni o traumatismi che abbiano reso la pelle non più elastica,.

L’intervento chirurgico di circoncisione per fimosi è indicato in caso di mancata guarigione della fimosi (resistenza al trattamento o ricaduta) oppure nella fimosi associata a infezioni ricorrenti.
Esistono due tipi di intervento chirurgico della fimosi in età pediatrica:

  • Circoncisione o postectomia, che prevede l’asportazione totale del prepuzio
  • Plastica del prepuzio secondo due tecniche principali

L’intervento di circoncisione per fimosi  viene di solito eseguito in Day Surgery, in sedazione profonda associata ad una anestesia locoregionale, con dimissione del giovane paziente a circa due ore dal risveglio in sala operatoria.

Le complicanze dell’ intervento di circoncisione per fimosi  che possono verificarsi subito dopo l’intervento chirurgico sono:

  • Dolore;
  • Disuria (difficoltà nell’urinare);
  • Edema (gonfiore);
  • Sanguinamento.

Mentre le complicanze che possono verificarsi a distanza dall’intervento di circoncisione per fimosi sono:

  • Aderenze (fascia di tessuto fibroso-cicatriziale che si forma a ridosso di tessuti);
  • Infezioni;
  • Pene invaginato;
  • Fistola uretrocutanea;
  • Stenosi del meato uretrale esterno;
  • Corde fibrose;
  • Inestetismi.

Un’appropriata igiene dei genitali riduce la comparsa di infiammazioni, di aderenze e di fimosi con eventuale circonsione per fimosi  . È importante una normale pulizia senza tentativi di retrazione forzata, soprattutto nei primi 3 anni di vita. La mucosa del glande e del prepuzio produce normalmente secrezioni biancastre, simili al sebo, dette smegma. Lo smegma serve a lubrificare e a proteggere i genitali e può raccogliersi in sacche sotto il prepuzio. Le sacche di smegma non provocano alcuna irritazione. Al contrario, possono svolgere una utile funzione di rottura delle aderenze del prepuzio nei primi anni di vita.

Per ulteriori approfondimenti vai alla Gallery oppure alla Sezione Video Tube.

24 Dicembre 2021/da Patrizio Vicini
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Informazioni

Sito di divulgazione medica Andrologica ed Urologica a cura del dott. Patrizio Vicini

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Scorrere verso l’alto