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Patrizio Vicini
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Imene Imperforato – Imenoplastica

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Imene Imperforato

L’Imene imperforato è una malattia rara che potrebbe non esserlo rilevato fino all’inizio delle mestruazioni, quando l’accumulo di sangue mestruale nell’utero e la vagina (chiamato ematocolpo) sviluppa sintomi derivanti dal suo effetto meccanico sulla vescica e uretra [18–20]. Se non trattata, questa condizione può anche causare sintomi urinari ostruttivi, costipazione o disuria [9]. Tuttavia,  può essere rilevato per la diagnosi nelle ragazze adolescenti con dolore addominale, anche prima del menarca.  Da dati pubblicati in letteratura, 26 (11,0%) pazienti erano neonati e 72 (30,5%) avevano meno di 12 anni. Ciò indica che tale patologia può essere facilmente diagnosticata ispezionando i genitali esterni. Se incertezze rimangono, l’ecografia o la risonanza magnetica possono aiutare a facilitare la diagnosi [1]. Tuttavia, i medici raramente effettuano esami fisici appropriati e raccolgono un’anamnesi ginecologica dettagliata a causa della bassa incidenza e dei sintomi aspecifici dell’Imene imperforato. Pertanto, la diagnosi di Imene imperforato viene persa o ritardato nella maggior parte dei casi [6].

28 Maggio 2024/da Patrizio Vicini

Imene Imperforato

Divulgazione
Imene Imperforato

L’imene è la giunzione del seno urogenitale con i bulbi sinovaginali. Nelle fasi embrionali, l’imene è perforato per creare una connessione tra il vestibolo e il canale vaginale. Se questo  fase fallisce, gli individui nascono con Imene Imperforato(HI) [15,16]. Si tratta di una malattia rossa, con un’incidenza stimata dello 0,05%–0,1%[17]. Generalmente, questa rara anomalia congenita viene diagnosticata durante l’adolescenza dopo  menarca, che si presenta con dolori addominali e amenorrea. L’IH non si presenta come un addominale massa durante il periodo perinatale[15], e la maggior parte dei pazienti con IH ar sono facilmente sintomatici e non diagnosticati fino al menarca. Vari studi hanno anche dimostrato che tra 253 pazienti inclusi negli articoli esaminati, 236 pazienti sono stati diagnosticati dopo la nascita e solo 17 (6,7%) sono stati diagnosticati durante il periodo prenataleJ. Clin. Med. 2019, 8, 56 12 di 14

periodo. Nei restanti pazienti la diagnosi precoce è stata persa. La maggior parte dei pazienti presentava problemi addominali dolore (54,2%) e molti pazienti presentavano ritenzione urinaria (20,3%), mestruazioni anormali (n = 33, 14%), disuria (9,7%) e frequenza urinaria (n = 12, 5,1%).

Il ritardo nella diagnosi è legato soprattutto al periodo asintomatico per lungo tempo è indolore durante l’accumulo del sangue mestruale.

27 Maggio 2024/da Patrizio Vicini

Essere transgender oggi. Caratteristiche e difficoltà.

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Nell’ambito del percorso di affermazione di genere l’ndividuo transgender può avere sentimenti di svalutazione e un profondo vissuto di non riconoscimento per quello che sente davvero di essere dovuto alle difficoltà che si trova ad attraversare e che nascono nelle sue relazioni sociali e familiari.

 

E’ sempre molto difficile rivelare ai propri genitori di essere transgender e, il più delle volte si viene definiti come omosessuali.

Spesso emergono nei familiari elementi gravi di rifiuto, negazione, vergogna, sensi di colpa. Questi sentimenti vengono espressi attraverso episodi di profonda rabbia e, perfino, allontanamento dalla famiglia.

 

Purtroppo quando un bambino non ha un adeguato supporto psichico dai genitori, ma anzi è già vittima di azioni di bullismo degli stessi familiari, è facile che possa essere nuovamente e ripetutamente vittima di violenze da parte dei pari, proprio perché, avendo già vissuto in famiglia il ruolo di vittima, diventa normale per lui, esserlo anche nella vita sociale. Ci si trova infatti, a vivere un profondo senso di solitudine, in una realtà che ancora oggi, ignora il mondo dei transgender.

 

Se si pensa quanto sia comune la richiesta di alcuni genitori, nel setting psicoterapico, di trasformare in eterosessuale il figlio che si è dichiarato omosessuale, ci si accorge di non essere affatto così lontani da quando, in passato, la famiglia chiedeva ai medici una terapia ormonale che tendesse a risolvere la situazione e a “normalizzare” il figlio transessuale.

 

Un’altra reazione comune è che la famiglia si chiuda in se stessa e protegga eccessivamente la persona transessuale dal mondo esterno impedendone la crescita e l’individuazione.

In entrambi i casi il  vissuto della persona è quello di non essere riconosciuta.

La famiglia, invece, rischia di non vivere in una condizione adeguata alla realtà, con tutte le conseguenze del caso.

 

Il supporto ai familiari, è indicato quando le condizioni permettono un intervento psicologico educativo, supportivo e di sostegno anche attraverso la psicoterapia di gruppo.

 

Se invece si ha una protezione adeguata da parte della famiglia di origine, le varie difficoltà relazionali e sociali possono ovviamente essere affrontate in maniera più naturale perché durante la sua evoluzione, l’individuo ha avuto la possibilità di sviluppare una capacità di coping che lo porta ad sostenere gli eventi della vita in modo consapevole e maturo.

 

A volte capita che  chi soffre per la sua identità, si sposi e crei una famiglia propria, prima di essere consapevole di ciò che gli sta accadendo davvero, comunicando solo successivamente ai propri familiari la sua condizione psicologica, questo può portare a gravi conflitti, soprattutto con i propri figli.

 

Quando invece la persona transgender si costruisce una famiglia dopo che  ha completato l’iter di transizione, la difficoltà può essere quella di incontrare un partner che capisca davvero il suo vissuto. Capita a volte, che il compagno, sia attratto da ciò che la persona era prima dell’intervento e non veramente per quello che sente davvero di essere. Inoltre può accadere che la relazione sentimentale pre-intervento possa incrinarsi proprio perché il cambiamento anatomico non viene accettato o compreso. Per questo è necessario che il partner sostenga fortemente e profondamente la persona transgender anche per riuscire ad affrontare insieme, in maniera solidale, il giudizio del mondo esterno.

 

Anche le relazioni sociali possono essere un ostacolo, proprio per il fatto che il transgender viene percepito come colui o colei che si comporta come se appartenesse all’altro sesso, e dunque ambiguo. Questo può provocare derisione, insulti e isolamento.

 

La paura di mettere se stessi ed il proprio equilibrio in pericolo, fa sì che la più intima parte di sé venga proiettata sul prossimo. La transfobia nasce e si sviluppa proprio dalla minaccia per la propria fragile identità di essere messa a repentaglio. Le persone hanno paura da ciò che possono essere in qualche modo minacciate o tentate perché è fondamentalmente inaccettabile per la coscienza.

 

Si ha paura di ciò che è diverso e apparentemente distante dalla propria sfera sessuale.

La frequenza e la facilità con cui uomini eterosessuali frequentano abitualmente il mondo transgender della prostituzione può esserne una conferma.

 

Anche il mondo del lavoro può diventare una realtà difficile, a causa della forte discriminazione e del facilità con la quale il fenomeno transessuale viene allacciato a quello della prostituzione.  Il mobbing e la non assunzione sono molto frequenti poiché sono verità che hanno motivazioni difficili da dimostrare.

 

Dal 1982 (legge 164) è legale in Italia, l’intervento di riattribuzione chirurgica di sesso, che resta la soluzione più estrema, poiché comporta, in seguito ad una terapia ormonale, una trasformazione anatomica del corpo, a tale metamorfosi, fa seguito un cambiamento di tipo anagrafico. Dopo l’intervento possono esserci comunque delle difficoltà psicologiche e relazionali dovute all’anticipazione  di un possibile rapporto sessuale con il partner  con un corpo che si è sempre desiderato ma che resta per molti aspetti, nuovo ed ancora in parte, sconosciuto.

 

Il mondo delle persone transgender non è sicuramente facile e l’individuo che si trova a vivere questa realtà si trova spesso immerso nella sofferenza e nella solitudine. L’obiettivo non è solo quello di creare una rete sociale e amicale intorno che sostenga e accolga, ma favorire la conoscenza e l’informazione affinchè tutti possano essere consapevoli di cosa si tratta. Essere considerati ambigui, omosessuali o qualcosa di estraneo a ciò che si è realmente, non è sicuramente la strada giusta per riuscire a ridurre le difficoltà che si trova a vivere la persona transgender.

https://www.patriziovicini.it/roma-gender-team/

28 Marzo 2024/da Patrizio Vicini

Metoidioplastica

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La metoidioplastica è un intervento chirurgico di cambio-sesso che effettuano i soggetti transgender per poter sostituire l’organo genitale femminile con l’organo genitale maschile. Prima di procedere con l’intervento viene somministrata una terapia a base di testosterone, con la finalità di allargare ed ingrandire  gradualmente il clitoride di una dimensione media di 4-5 cm. L’intervento chirurgico della metoidioplastica consiste, quindi, nel “trasformare” il clitoride in un clitoride ipertrofico, in grado di avere le stesse funzioni vitali di un pene. Si  effettua contemporaneamente un seconda procedura di uretroplastica per poter creare un allungamento dell’ uretra stessa con mucosa buccale prelevata dalla guancia o dal labbro inferiore oppure con la mucosa delle piccole labbra vaginali o entrambe, la procedura viene completata con  una scrotoplastica utilizzando le grandi labbra per contenere due protesi testicolari per formare i testicoli.

La tecnica di metoidioplastica comprende le seguenti fasi:

  • rimozione dell’organo vaginale ossia vaginectomia con chiusura della vagina;
  • il rilascio dei legamenti del clitoride ed estroflessione del clitoride stesso ;
  • raddrizzamento e  allungamento del clitoride;
  • l’uretroplastica combinando lembi genitali e mucosa buccale;
  • e la scrotoplastica, che prevede l’ inserimento di protesi (testicoli).

La Vaginectomia avviene rimuovendo completamente la mucosa vaginale ad eccezione della parte ventrale vicino all’uretra che verrà utilizzata per l’allungamento uretrale. Durante questa fase, qualora non sia già stato fatto in precedenza, si puo’ procedere con isterectomia e annessiectomia. Successivamente i legamenti del clitoride vengono divisi in modo da far avanzare il clitoride verso il basso. Il corpo del pene viene ricostruito utilizzando la restante pelle del clitoride e le piccole labbra, mentre lo scroto sarà ricostruito unendo in linea mediana le grandi labbra dove potranno essere inserite delle protesi in silicone (testicoli di dimensioni medie da 18 a 21 cc di volume). Il risultato finale dipende fondamentalmente da quanto il clitoride si sia ingrandito in seguito alla cura a base di testosterone.

I vantaggi principali della metoidioplastica sono diversi:

  • innanzittutto si tratta di una tecnica non invasiva;
  • il neoglande è dotato di ottima sensibilità in quanto mantiene la sensibilita’ del clitoride;
  • il paziente può urinare in stazione eretta;
  • erezione spontanea e naturale;
  • non crea cicatrici particolarmente visibili;
  • non crea problemi a future ipotetiche operazioni chirurgiche ai genitali, nel caso in cui il paziente volesse procedure con altre metodiche di falloplastica

Lo svantaggio di questa tecnica riguarda le dimensioni del pene, in genere 5-7 cm che può essere comunque una dimensione sufficiente per la penetrazione vaginale. Tuttavia sussiste la possibilità a seguito dell’intervento di inserire oltre le protesi testicolari anche delle protesi intracavernose di allungamento penieno in un secondo momento in base alle possibilità generate dal risultato finale dell’intervento che garantiscono anche una maggiore rigidita’ peniena . In caso di chirurgia per l’allungamento dell’uretra, il paziente dovra’ attendere 3 mesi prima di applicare dilatatori o protesi. Dopo una metoidioplastica, può risultate molto utile anche l’utilizzo di un vacuum ossia un cilindro che induce  un trazione  determinata dalla  pressione negativa , che utilizzato regolarmente per 2-3 anni, può arrivare ad aumentare  la lunghezza del pene  la circonferenza, rendendo questo metodo un’alternativa economica e priva di rischi alla cosiddetta falloplastica ricostruzione totale peniena con altre tecniche.

20 Marzo 2024/da Patrizio Vicini

Patologie andrologiche in età giovanile: “Criptorchidismo, Varicocele e Ritardo Puberale”- L’importanza della prevenzione in andrologia.

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Patologie andrologiche in età giovanile: “Criptorchidismo, Varicocele e Ritardo Puberale”-

L’importanza della prevenzione in andrologia.

La prevenzione in andrologia ha assunto un ruolo sempre di maggiore rilievo, infatti diagnosi precoci e terapie tempestive consentono l’impostazioni di soluzioni efficaci per patologie ritenute un tempo non curabili.

Assistiamo oggigiorno sia all’aumento d’incidenza di patologie maschili come malformazioni congenite, varicocele, neoplasie testicolari, infertilità fino ad arrivare alla sterilità e, dall’altro alle numerose incertezze che permangono sui meccanismi ezio-patogenetici.

L’assenza della visita medica dipendente dalla mancata effettuazione della leva obbligatoria rappresenta un ulteriore elemento di attenzione, che rende auspicabile sensibilizzare maggiormente anche il sistema scolastico per la prevenzione di tali patologie.

Criptorchidismo

Il criptorchidismo è la malattia di più frequentemente coinvolgimento delle ghiandole endocrine, è definito criptorchide il soggetto che presenta uno e entrambi i testicoli permanentemente al di fuori dello scroto, lungo la fisiologica linea di discesa.

Ha una frequenza alla nascita di circa il 4-6% dei maschi per diminuire fino allo 0,8% dopo tre mesi di vita, percentuale che rimane invariata nel corso degli anni.

La diagnosi può essere posta dopo il VI mese quando è terminato il periodo di discesa spontanea

Varicocele ed Infertilità maschile

Un’altra patologia che può compromettere gravemente la fertilità , ma anche diagnosticata precocemente e facilmente risolvibile è il varicocele. Tale malattia si manifesta con una dilatazione del plesso pampiniforme , molto più frequente a sinistra (15% dei maschi adolescenti ed adulti),

rappresenta la più frequente causa di infertilità maschile, l’innalzamento di temperatura a livello del testicolo causato dal sangue venoso refluo e l’accumulo di radicali liberi e metaboliti tossici determinano un danno della spermatogenesi.

La terapia può essere chirurgica (legatura delle vene spermatiche) o radiologica mediante sclerotizzazione delle stesse.

In entrambi i casi lo scopo è quello di prevenire un eventuale danno sulla linea seminale.

Come descritto in Letteratura la sclerosi o sclerotizzazione effettuata per via“anterograda” deve essere considerata la metodica di “prima scelta” sia nel trattamento del varicocele primitivo e recidivo, sia monolaterale che bilaterale, in quanto rispetto agli altri interventi ha il vantaggio di essere minimamente invasiva, può essere effettuata attraverso un’ anestesia locale, ha un più basso tasso di recidiva ( 5%), di complicanze, ed è sempre effettuabile anche nei casi di varicocele recidivo e varicocele destro.

Ritardo puberale

Un’altra condizione a prevalente comparsa in età adolescenziale è il ritardo puberale.

Il ritardo dello sviluppo puberale si presenta nei ragazzi con una frequenza maggiore rispetto alla pubertà precoce, ed è definito come mancato aumento del volume testicolare entro i 14 anni. Una classificazione della pubertà ritardata utile dal punto di vista diagnostico si basa sul dosaggio delle gonadotropine che permette di dividere i due gruppi dell’ipogonadismo ipogonadotropo da difetto ipotalamo-ipofisario e dell’ipogonadismo ipogonadotropo da deficit primitivo testicolare.

La terapia dell’ipogonadismo ipergonadotropo si pone l’obiettivo di ottenere una buona virilizzazione e quindi una buona attività sessuale per gli importanti riflessi sia psicologici che sociali che ciò comporta a livello individuale. La terapia di scelta è pertanto la terapia sostituiva con androgeni.

La terapia dell’ipogonadismo ipogonadotropo mira allo sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie ed alla fertilità. Nei soggetti giovani nei quali si deve indurre la virilizzazione la terapia sostituitiva con androgeni sembra la più opportuna.

In caso d’induzione della spermatogenesi la terapia con gonadotropine o con somministrazione pulsatile di GnRH è indicata.

Bibliografia

1) Pfeiffer D, Berger J, Schoop C, Tauber R. [Varicocele and pubertal testicular growth. A prospective study].Urologe A. 2008 Jan;47(1):59-64. German

2) Tauber R, Pfeiffer D.Surgical atlas varicocele: Antegrade scrotal sclerotherapy.

Tauber R, Pfeiffer D.BJU Int. 2006 Dec;98(6):1333-44. No abstract available

11 Marzo 2024/da Patrizio Vicini

Falloplastica

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Quali sono le metodiche di allungamento ed ampliamento penieno nel soggetto con pene piccolo?

 

Le metodiche di allungamento penieno sono:

1)SEZIONE DEL LEGAMENTO SOSPENSORE

Per quanto riguarda l’allungamento penieno “in flaccidità”, una delle metodiche possibili più largamente utilizzate ,è la sezione del legamento sospensore penieno.

2) LIPOSUZIONE ADDOMINALE/PUBO-PELVICA

Si può associare un’ eventuale liposuzione addominale/pubo-pelvica o lipectomia sovra-pubica se il soggetto presenta iperaccumulo di tessuto adiposo in tali zone, soprattutto in sede sovra-pubica.

Le metodiche di ampliamento penieno sono state proposte numerose metodiche:

1) MATERIALI INIETTABILI: TESSUTO ADIPOSO

Il lipofilling penieno è una procedura caratterizzata dalla lipoaspirazione, progressiva purificazione del grasso mediante tecnica di Coleman, e successiva omogenea distribuzione ed impianto sotto-fasciale nel pene cioè al di sotto della fascia di Colles.

Recentemente è stata descritta una nuova metodica che prevede l’ ”arricchimento” del grasso purificato secondo tecnica di Coleman con il plasma arricchito di piastrine (PRP) la così detta “lipopenostruttura combinata” che rappresenta in tal modo un’evoluzione della tecnica precedente. La falloplastica incrementale determina un aumento circonferenziale di circa il 20-30% rispetto alle dimensioni peniene iniziali (diametro penieno), è sicura e ripetibile.

2)ALLOGRAFT

Alcuni autori utilizzano l’Intexen, un graft biologico derivato dal derma porcino, per aumentare la circonferenza mediante impiantato tra la cute e i corpi cavernosi, in modo tale da aumentare lo spessore penieno.

CONCLUSIONI

E’ importante sottolineare l’estrema importanza del colloquio con il paziente e di una diagnosi differenziale tra Micropene, Pene Piccolo, Dismorfobia Peniena e Pene Nascosto.

Solo alcune delle metodiche di allungamento ed ampliamento penieno sovra-descritte possono essere un valido ausilio nelle mani del chirurgo andrologo e/o del chirurgo plastico ed estetico per migliorare patologie degli “organi genitali maschili” come il Micropene che spesso causano gravi disagi di tipo relazione-estetico e psicologico o nei casi in cui occorre una ricostruzione del pene stesso per assicurare la sua funzione sessuale.

Nei soggetti affetti da Pene Piccolo e Dismorfobia Peniena l’atto chirurgico da solo non ha un ruolo terapeutico ed è sempre necessario un trattamento di tipo psichiatrico.

 

 

9 Febbraio 2024/da Patrizio Vicini

PSA, Testosterone, Tumore della Prostata

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PSA, Testosterone, Tumore della Prostata

 

Nell’ ultimo  congresso dell’ ESSM (Società Europea per la Salute Sessuale) tenutosi a Berlino nel mese di Giugno è stata sottolineata l’estrema importanza del dosaggio del PSA (antigene prostatico specifico) sia come screening per il tumore della prostata sia per diagnosticare sindromi da carenza o bassa secrezione di testosterone.

Alcuni studi hanno sottolineato l’importanza di anticipare il dosaggio del PSA  ( antigene prostatico specifico) a 40 anni di età, età in cui il valore normale dovrebbe essere intorno ad 1 ng/ml, per valore di PSA più elevati non sarebbe opportuno rinviare ed aspettare per i controlli successivi fino a 50 anni.

Da altri studi è emerso che bassi livelli di PSA sono associati a sintomi sessuali specifici come deboli erezioni notturne durante il sonno, ed all’ipogonadismo spesso associato a disfunzione erettile, obesità, diabete, malattie cardiovascolari.

19 Gennaio 2024/da Patrizio Vicini

 Ringiovanimento vaginale o chirurgia intima femminile cosa è e come si effettua?

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Che cosa si intende per  Ringiovanimento vaginale o chirurgia intima femminile e come si effettua?

 

L’ IPERTROFIA TISSUTALE DELLE PICCOLE LABBRA E L’ IPOTROFIA TISSUTALE DELLE GRANDI LABBRA VAGINALI

Talvolta l’eccessiva lunghezza anatomica delle piccole labbra può causare disagio nella vita di relazione quotidiana o durante i rapporti sessuali, a ciò va aggiunto che col passare degli anni le grandi labbra tendono ad afflosciarsi e le piccole labbra ad allungarsi sempre di più, mentre il monte di Venere per accumulo adiposo diventa più rilevato; il tutto può causare disagio sia estetico che funzionale.

Tali modificazioni avvengono lentamente e progressivamente ed è solo in corrispondenza del periodo peri-menopausale che risultano più evidenti soprattutto

 

L’ACIDO IALURONICO MONOFASICO

L’acido ialuronico è un prodotto naturale, rissorbibile al 100%, costituente essenziale del corpo umano.

Con l’avanzare dell’età ed in modo differente nei vari individui, la sua concentrazione decresce a livello dermico, determinando una riduzione del volume con conseguente perdita di elasticità e disidratazione.

Il filler a base di acido ialuronico è un gel plastico multi-reticolato dotato di capacità di diffusione omogenea negli interstizi cellulari del derma, conservando le notevoli caratteristiche coesive e volumetriche.

 

IL LASER A DIODI 940 nm

Il laser a diodi è in grado di eseguire procedure sia sottocutanee che transcutanee. Con una potenza in uscita di massimo 60 Watt, il sistema può essere utilizzato sia in modalità pulsata che continua, per procedure che prevedono coagulazione, taglio, ablazione e vaporizzazione.

 

TECNICA CHIRURCICA

Il ringiovanimento della vagina attraverso il laser permette di migliorare il tono e l’elasticità vaginale, l’intervento si effettua in anestesia locale con sedazione o in anestesia generale.

La labioplastica di diminuzione cioè la riduzione simmetrica delle “Piccole Labbra” prevede l’eliminazione del tessuto in eccesso, e viene effettuata con l’ausilio del laser a diodi 940 nm.

L’eliminazione dei margini eccedenti si ottiene tramite un’incisione in genere è a forma di “S”, tale tipo di incisione evita e riduce  la contrattura cicatriziale.

Una sutura riassorbibile conclude l’intervento chirurgico, al termine del quale non rimarranno cicatrici visibili, e che viene effettuato in anestesia locale, ambulatorialmente4-6.

La labioplastica di aumento prevede l’incremento di volume delle “Grandi Labbra”, si effettua in anestesia locale, ambulatorialmente; l’incremento volumetrico delle grandi labbra viene essere effettuato con acido ialuronico, filler iniettabile e riassorbibile, in modo efficace e naturale.

 

CONCLUSIONI

Nella “donna” affetta da ipertrofia e lassità delle Piccole Labbra ed ipotrofia lieve/moderata delle Grandi Labbra la labioplastica di riduzione tramite il laser a diodi e l’infiltrazione di acido ialuronico monofasico determinano un miglioramento del grado di secchezza vulvare, riduzione del prurito e miglioramento della dispareunia determinando un miglioramento non invasivo di patologie degli “organi genitali femminili” che spesso causano profondi disagi di tipo psicologico e relazione-estetico, e devono far parte dell’approccio terapeutico multi-specialistico alla patologia vulvare femminile.

 

11 Gennaio 2024/da Patrizio Vicini

Frattura del pene

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Che cosa si intende per rottura o frattura del pene?

E’ un’urgenza urologica ed è necessario recarsi in pronto soccorso?

 

La frattura o rottura  del pene è  caratterizzata dalla rottura traumatica della tunica albuginea membrana che avvolge i due corpi cavernosi penieni

L’ evento traumatico coitale  può essere associate ad una possibile lesione uretrale, del condotto cioè che trasporta l’urina all’esterno.

La rottura del rene costituisce un’urgenza urologica ed è necessario recarsi immediatamente in pronto soccorso dell’ospedale più vicino.

E’ spesso generata da traumi durante il coito o automanipolazioni per sopprimere l’erezione.

La quasi totalità delle fratture peniene è localizzata a livello del III prossimale dell’organo cioè verso la base del pene.

La fuoriuscita di sangue dopo la rottura dell’albuginea determina la formazione di una raccolta con ematoma penieno nel punto  di rottura.

La Risonanza Magnetica Nucleare rappresenta oggigiorno l’indagine diagnostica più accurata perchè in grado di fornire un’eccellente dimostrazione dell’anatomia rivelando lacerazioni sia dell’albuginea che eventualmente dell’uretra.

Il trattamento, che consiste nella chiusura della lacerazione della tonaca albuginea, viene, generalmente, effettuato con un accesso sub-glandulare con degloving completo dell’asta oppure con accesso peno-scrotale.

L’ematoma se presente  deve essere drenato, se cosistono lesioni dell’uretra devono essere prontamente riparate.

Diagnosi e  trattamento precoce garantiscono una buona preservazione della funzionalità erettiva ed un migliore risultato estetico-funzionale.

 

 

Dott. Patrizio Vicini

 

10 Gennaio 2024/da Patrizio Vicini

Stenosi uretrale-Uretroplastica-Ipospadia fallita

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Ipospadia fallita

Foto pre-intervento chirurgico di  riparazione stenosi uretrale, fistola urinaria in Ipospadia fallita.

Il caso clinico andrologico ed urologico genitale mostra la complessa chirurgia ricostruttiva dell’uretra e del pene in un paziente adulto che in età pediatrica è stato sottoposto a numerosi interventi falliti di riparazione di ipospadia.

Nel caso specifico di chirurgia andrologica e genitale maschile vengono sottolineati non solo i concetti della ricostruzione dell’uretra ma anche i passaggi della ricostruzione estetica e funzionale di pene,  glande e meato uretrale esterno, l’ intervento in genere si effettua in più tempi, primo tempo messa a piatto dell’uretra con eventuale innesto o graft di mucosa muccale. Secondo tempo tubularizzazione del piatto uretrale con eventuale ampliamento tramite graft e lembi peduconcolati e ricostruzione del meato e del glande.

Gli obiettivi di tale chirurgia ricostruttiva genito-urinaria estremamente complessa sono per il paziente con ipospadia sono non solo quello di urinare bene e in piedi, ma anche quello di ottenere una soddisfacente riconfigurazione estetica del pene.

Ripristino attività urinaria, attivita’ sessuale, ottimo risultato estetico e funzionale.

3 Gennaio 2024/da Patrizio Vicini
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