Eiaculazione Precoce
Si definisce “precoce” l’eiaculazione (E.P) che
viene raggiunta con minima stimolazione prima o
poco dopo la penetrazione, e prima che la
persona lo desideri, in assenza di capacità di
controllo volontario, e che determina
disagio nella persona affetta e nella sua
partner”.
L’eiaculazione precoce è la disfunzione sessuale
maschile più frequente.
La definizione di eiaculazione “precoce” contiene
3 sintomi chiave:
1. riduzione del tempo di latenza
intravaginale (IELT-tempo che intercorre
fra penetrazione e insorgenza della sensazione
orgasmica).
2. assenza di controllo volontario.
3. disagio individuale e di coppia.
Il range di prevalenza della E.P. è di circa
25-40% della popolazione maschile adulta.
Lo IELT, cioè il tempo che intercorre fra
penetrazione e insorgenza della sensazione
orgasmica, può definirsi “normale” se è
superiore a 7 minuti.
Lo IELT nei pazienti affetti da”eiaculazione
precoce” è di solito inferiore a 3 minuti.
Classificazione
E.P. primaria: condizione presente sin dai
primi rapporti sessuali, che si mantiene negli
anni successivi e che riconosce
- una prevalente causa biologica.
E.P. secondaria: condizione che insorge
dopo un periodo più o meno lungo di normalità con
adeguato controllo del riflesso eiaculatorio
- frequenti condizioni causali “psicologiche”
e situazionali.
- possibili condizioni causali “organiche”:
frenulo brevis e flogosi prostatiche, uretrali
e balaniche, (la patologia infiammatoria
prostato-vescicolare è presente nel 56% dei
casi)..
Eziopatogenesi
Dal punto di vista eziopatogenetico è presente:
- Aumentata sensibilità a livello del
glande.
- Bassa stimolazione dei recettori
serotoninergici a livello del sistema nervoso
centrale..
Diagnosi
La diagnosi di E.P. è solo anamnestica, è infatti
molto importante indagare sull’ epoca di comparsa
del sintomo (primaria o secondaria),
sull’eventuale coesistenza di patologie
flogistiche dell’apparato genitale ed eventuale
coesistenza di una disfunzione erettiva (DE).
L’esame obiettivo permette di confermare tali
condizioni flogistiche locali (prostata congesta
con eventuale prostatorrea o secrezione
prostatica, orchiepididimiti) e l’eventuale
presenza del frenulo breve.
E’ utile eseguire una spermiocoltura ed un tampone
uretrale soprattutto in caso di sospetta flogosi,
perchè se presente, va trattata prima della
eiaculazione precoce stessa.
Terapia
La terapia dell’ E.P. primaria si avvale di
terapie comportamentali (start/stop, squeeze
technique), anestetici di contatto (lidocaina+prilocaina,
lidocaina spray) e terapie farmacologiche orali.
I farmaci orali più utilizzati sono soprattutto
gli ansiolitici (lorazepam), gli antidopaminergici
(metoclopramide), la clomipramina, gli inibitori
della ricaptazione della serotonina (SSRI), come
fluoxetina, paroxetina, sertralina, citalopram, e
per finire gli inibitori della fosfodiesterasi di
tipo 5 (PDE5 inibitori) come il sildenafil.
“Anestetici locali”
Vantaggi:
• buona efficacia, anche a chi non risponde agli
inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI).
• assenza di effetti collaterali.
Svantaggi:
• interferenza con le normali dinamiche sessuali
(programmazione dei tempi).
• possibile riduzione della performance erettiva.
• possibile effetto di desensibilizzazione sulla
parete vaginale della partner.
“Inibitori della ricaptazione della serotonina
(SSRI)”
Vantaggi:
• quando efficaci, possono eliminare il sintomo.
• la somministrazione giornaliera consente di non
programmare il rapporto.
• in alcuni casi efficaci con somministrazione al
bisogno.
• alcuni pazienti possono ritrovare vantaggi
nell’azione antidepressiva.
Svantaggi:
• non efficaci nel 25-30% dei pazienti.
• non sono terapeutici (terapia a tempo
indefinito).
• possibili effetti collaterali.
• probabile sindrome da sospensione.
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